Dal momento in cui appari in televisione, devi mettere in conto che qualcosa di tuo, di molto intimo, è perduto. Diventi un prodotto televisivo e non importa più quello che sei, ti trasformi immediatamente in un messaggio massificato. Se sei un pornostar sei quotidianamente bombardato da richieste mediatiche di ogni genere. Ma, attenzione! Il porno in TV fa alzare l'audience. Esattamente come la violenza. E come pure ogni forma di esaltazione di uno qualsiasi degli aspetti più istintuali della nostra natura se trattati con morbosità strumentale. Eppure la televisione, spudoratamente, nega ciò che mostra mentre lo mostra, assumendo un atteggiamento pregiudiziale che la assolve preventivamente dal parteggiare per qualsivoglia contenuto. Questo comportamento non lo considero nemmeno vigliacco, questa per me è l'unica forma di volgarità possibile.
La televisione fino a pochi anni fa era un meraviglioso mezzo d'intrattenimento per le famiglie, ora è il più grande strumento di potere, di guerra. Ha modificato i comportamenti naturali della gente, ha omologato i gusti, i desideri, le ambizioni. Ha annullato le peculiarità individuali, impedendone lo sfogo se non attraverso l'aggressività. E poi mi vengono a dire che il porno è diseducativo!
Rocco Siffredi, Io, Rocco (Mondadori 2006, pagg. 191)
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